RISCHI DELL’ATTIVITA’ SCOLASTICA

 

Malgrado l’entrata in vigore nel 1994 del Decreto Legislativo 626 sulla sicurezza tra il ’94 e il ’98 gli infortuni denunciati nelle scuole italiane sono più che raddoppiati (ricordiamo che la cifra bruciata dagli italiani in un anno per infortuni sul lavoro e in malattie professionali si avvicina ai 55 mila miliardi ) :

 

1994

29.570

1995

35.597

1996

48.734

1997

56.031

1998

68.184

1999(gennaio-agosto)

50.626

( Fonte: INAIL )

 

La Regione con il più alto numero di alunni infortunati è la Lombardia (nel 1997 sono stati 11.451 mentre quella con il numero più basso è la Valle d’Aosta con solo undici infortunati.

Per almeno 18.000 studenti la causa primaria d’incidente è da ricercare nelle condizioni dello stesso ambiente di lavoro.

La causa più frequente di incidente è il pallone ( 30% di infortuni )

 

Il 31 dicembre 2000 sono scaduti i termini previsti per applicare la legge 626.

C’è da dire però che i lavori di ristrutturazione delle scuole spettano ai Comuni e alle Province e che l’art.15 della Legge 265 sugli Enti Locali ha previsto un rinvio di cinque anni per la data di adeguamento degli impianti elettrici e l’applicazione delle norme antincendio nelle scuole. In definitiva devono completarli entro il 31.12.2004 ma solo se le ristrutturazioni sono già previste nei piani di intervento.

 

 

COME EVITARE INCIDENTI E COME COMPORTARSI

 

Vediamo quali sono alcune norme da rispettare, tenendo presente che gli edifici costruiti prima del 1975 hanno diverse deroghe.

CHIAMATA DI SOCCORSO

Carabinieri 112                                       

Soccorso di pubblica emergenza 113                      

Vigili del Fuoco 115

Emergenza Sanitaria 118

INFORTUNI (IN Generale)

Cosa fare al verificarsi di un infortunio?

·        Prestare immediatamente il primo soccorso all’infortunato attivando gli incaricati di tale servizio oppure richiedere l’intervento del medico o recarsi presso il più vicino presidio ospedaliero. Si consiglia di preavvisare la famiglia per il contributo psicologico-affettivo che potrà dare al momento di prestare le cure necessarie;

·        Avviare la procedura amministrativa di denuncia e tutela dei vari soggetti interessati all’evento (infortunato, responsabile vigilanza, dirigente scolastico), rimettendo nel più breve tempo possibile una dettagliata relazione scritta al dirigente scolastico, eventualmente sottoscritta dal personale presente al fatto. Nella relazione devono essere riportate, oltre alla denominazione della scuola, le generalità complete dell’infortunato, il giorno e l’ora in cui è avvenuto l’infortunio, le cause e le circostanze che lo hanno determinato anche in rapporto ad eventuali deficienze strutturali ed organizzative, la natura e la precisa sede anatomica della lesione, dell’incidente, i soccorsi prestati e tutti quegli elementi che permettano poi di valutare l’esistenza di responsabilità oltre l’identificazione completa di eventuali testimoni. Alla relazione va allegata, se già in possesso, la prima certificazione medica ed ospedaliera;

·        Il dirigente scolastico procederà alla denuncia obbligatoria all’INAIL se trattasi di infortunio occorso a docenti ed alunni che attendano ad esperienze tecnico-scientifiche od esercitazioni pratiche o che svolgano esercitazioni di lavoro, nonché i preparatori, gli inservienti e gli addetti alle esperienze ed esercitazioni. La denuncia all’INAIL, territorialmente competente, va fatta per gli infortuni prognosticati superiori a tre giorni, compreso quello dell’evento e va presentata entro due giorni da quello in cui si è avuta notizia dell’infortunio, su apposito modulo predisposto dall’ente, corredata dal certificato medico ed inviata a mezzo posta o consegnata a mano o via telefax agli uffici dell’INAIL.

·        Il dirigente scolastico provvederà entro lo stesso termine a presentare denuncia al Commissariato di P.S. o negli uffici comunali, nei luoghi privi di commissariato.

 

In tutti quei casi in cui l’infortunio non rientra nella competenza INAIL, si dovrà procedere alla denuncia alla Società assicuratrice sulla base della convenzione in vigore, alla ASL competente per territorio e al Commissariati di P.S.

 

 

·        Il dirigente scolastico è tenuto ad informare il Provveditore agli Studi dell’infortunio, aggiornandolo sugli sviluppi, al fine di indirizzarlo nel procedimento amministrativo nel corso del contenzioso con la parte lesa e con gli eventuali responsabili (transazione bonaria della lite, denuncia di danno erariale alla Corte dei Conti, atti di costituzione in mora dei presunti responsabili, rapporti con l’Avvocatura della Stato), riservando al M:PI la competenza relativa alla liquidazione e pagamento dei danni all’infortunato.

·        Ogni infortunio sul lavoro è annotato su un apposito registro tenuto a cura del dirigente scolastico nella sua qualità di datore di lavoro.

INFORTUNI (Ad ALUNNI)

Il comma due dell’art. n.2048 del C.C. afferma la responsabilità civile degli insegnanti per i danni conseguenti a fatti illeciti degli allievi nel tempo in cui sono sotto loro vigilanza. Qualora il docente dimostri di aver esercitato la vigilanza nella misura dovuta, e che ciononostante gli sia stato impossibile impedire il compimento dell’atto illecito che ha causato il danno per la sua repentinità e imprevedibilità (Cassazione Civile, sez.I, sentenza 10723/96), si libera dalla presunzione di responsabilità. Ove il docente non riesca nella dimostrazione, sussiste la sua responsabilità civile per culpa in vigilando. L’amministrazione si sostituisce sempre al personale della scuola quale soggetto passivo nelle cause civili per il risarcimento di danno connesse a comportamento degli alunni. L’amministrazione ha poi un’azione di rivalsa, nei soli casi, però, di dolo o colpa grave: la responsabilità patrimoniale del personale è limitata ai casi di dolo e colpa grave nell’esercizio di vigilanza degli allievi. Nel caso di incidenti fra gli allievi, se minorenni, sussiste la responsabilità dei genitori (comma 1, art.2048 c.c.).

 

Ø     L’ingresso degli alunni all’inizio, e l’uscita al termine dell’attività didattica andrebbero regolamentati (il regolamento è affisso in tutte le classi) in modo da evitare la calca;

Ø     Gli spostamenti delle classi debbono sempre avvenire sotto la vigilanza del personale docente o non docente;

Ø     Lo svolgimento della ricreazione deve essere regolamentato sia per quanto attiene agli spazi che alla vigilanza;

Ø     L’alternarsi dei docenti nelle classi deve avvenire senza interruzione della vigilanza che, all’occorrenza, sarà momentaneamente svolta dal personale non docente;

Ø     I docenti di educazione fisica adegueranno gli esercizi all’età e alle caratteristiche individuali degli allievi (si ricorda che in questo caso gli alunni sono equiparati ai lavoratori).

 

 

 

SGOMBERO RAPIDO DELL’EDIFICIO (PIANO)

 

Ø     Al suono del segnale di allarme sospendere l’attività didattica e abbandonare ordinatamente l’edificio secondo il piano consigliato;

 

 

 

 

Lo studio del Piano di sgombero rapido dell’edificio in caso di eventi straordinari e la sua realizzazione grafica sono opera dell’architetto Franco Paratico

 

Ø     Restare calmi;

Ø     Non urlare, non correre, non spingere;

Ø     Lasciare in aula zaini, cappotti e tutto quanto possa intralciare l’operazione di sgombero;

Ø     Le persone svantaggiate devono essere aiutate ad uscire per ultime;

Ø     Una volta all’esterno gli alunni di ogni classe devono rimanere con il proprio insegnante;

Ø     Non allontanarsi da scuola;

Ø     Attendere disposizioni dalle autorità;

Ø     Il segnale di allarme va azionato solo in caso di emergenza, non sottovalutare i pericoli di un incendio anche modesto e dare immediatamente l’allarme con gli appositi segnalatori di piano;

Ø     Seguire il proprio percorso in caso di sgombero e abituarsi a percorrerlo frequentemente;

Ø     Evitare i pericoli di falsi allarmi e valutare i rischi dell’uso improprio dei segnalatori di emergenza.

 

USCITE DI SICUREZZA

Sulle pareti della scuola devono esserci appositi cartelli per segnalare la posizione delle uscite di sicurezza e degli estintori, delle bocchette antincendio. Frecce colorate devono indicare il percorso per abbandonare l’edificio in caso di pericolo. Le uscite di sicurezza, riconoscibili per via del cartello sopra lo stipite, devono aprirsi agevolmente.

 

 

 

 

 

Cause e Pericoli di Incendio più comuni

 

          deposito o manipolazione non idonea di sostanze infiammabili o combustibili;

          accumulo di rifiuti , carta o altro materiale combustibile che può essere facilmente incendiato (accidentalmente o deliberatamente);

          Negligenza nell'uso di fiamme libere e di apparecchi generatori di calore;

          inadeguata pulizia delle aree di lavoro e scarsa manutenzione delle apparecchiature;

          impianti elettrici o utilizzatori difettosi, sovraccaricati e non adeguatamente protetti ;

          riparazioni o modifiche di impianti elettrici effettuate da persone non qualificate ;

          apparecchiature elettriche lasciate sotto tensione anche quando inutilizzate ;

          utilizzo non corretto di impianti di riscaldamento portatili ;

          ostruire la ventilazione di apparecchi di riscaldamento, macchinari, apparecchiature elettriche e di ufficio;

          fumare in aree ove è proibito, o non usare il posacenere;

          negligenze di appaltatori o di addetti alla manutenzione;

          etc. ;

 

Molti incendi possono essere prevenuti richiamando l'attenzione del personale sulle cause e sui pericoli di incendio più comuni .

Le vie di esodo, le scale, i passaggi, i corridoi, ecc, devono essere sempre tenute libere da ingombri di ogni genere.

COMPORTAMENTO IN CASO DI INCENDIO

In caso d'incendio con presenza di fiamme e fumo in un locale, i presenti devono:

a)     allontanarsi celermente da questo, avendo cura di chiudere alla fine dell'esodo la porta del locale;

b)     avvisare gli addetti di piano e portarsi secondo le procedure pianificate all'esterno del locale e rimanere in colonna in prossimità del vano scala nella attesa che sia diramato l'ordine di esodo generale del plesso scolastico.

In caso d'incendio in ambienti distinti e relativamente lontani da quello in cui ci si trova, attendere le direttive di esodo ordinato .

Ciascuno è obbligato ad osservare le procedure stabilite dal piano di emergenza.

Nelle vie di esodo (corridoi, arti ecc.) in presenza di fumo in quantità tale da rendere difficoltosa la respirazione, camminare chini, proteggere naso e bocca con un faz­zoletto bagnato (se possibile) ed orientarsi tramite il contatto con le pareti per rag­giungere luoghi sicuri dinamici (scale esterne, a prova dì fumo). E' preferibile tenersi per mano e non incorrere in isterismi che rendono più difficoltoso l'esodo.

Nel caso in cui il percorso che conduce alle uscite di sicurezza fosse impedito da fiamme e fumo, dirigersi all'esterno utilizzando le scale alternative di deflusso.

Nel caso che dal luogo in cui ci si trova non fosse possibile uscire all'esterno per impedimenti dovuti a fiamme, fumosità e forte calore, recarsi pos­sibilmente nell'apposito luogo sicuro statico (se esistente), o in alternativa nei locali bagni (presenza di acqua e poco materiale combustibile) oppure restare nell'ambiente in cui ci si trova avendo cura di chiudere completamente la porta di accesso. Le fessure a filo pavimento potranno agevolmente essere occluse con indumenti disponibili all'interno. Dove possibile è bene mantenere umido il lato interno della porta appli­cando un indumento (grembiule, impermeabile, tendaggio) precedentemente bagnato (sia pur con urina).

Le finestre, se l’ambiente non è interessato da fumo, dovranno essere mantenute chiuse.

Gli arredi (banchi, lavagne, tavoli, sedie) dovranno essere allontanati dalla porta ed accostati in prossimità di una finestra solo se ne esistono più di una e sono distanziate tra loro, oppure in luogo distante dalla finestra e contrapposto all'area di attesa dei presenti.

Le persone che indossano tessuti acrilici e sintetici (nylon, poliestere ecc.) dovranno spogliarsi di questi.

Normalmente, se le vie di esodo lo consentono, l'evacuazione deve svolgersi nel senso discendente; in caso di impedimenti, nel senso ascendente, specie se l'edificio e dotato di terrazzo od ampi balconi.

E' vietato percorrere le vie di esodo in direzione opposta ai nor­mali flussi di esodo (scendono tutti o salgono tutti).

Durante l'esodo tutte le porte di scale protette, a prova di fumo, dopo l'utilizzo devono rimanere chiuse.

E' vietato a chiunque non abbia avuto una preparazione specifica di tentare dì estinguere un incendio con le dotazioni mobili esistenti e specialmente quando le fiamme hanno forte intensità espansiva. La corretta operazione da compiere e quella di avvisare gli addetti di piano, segnalare l'evento ai presenti e di chiamare i soccorsi pubblici.

Se l'incendio ha coinvolto una persona è opportuno impedire che questa possa correre; sia pur con la forza bisogna obbligarla a distendersi e poi soffocare le fiamme con indumenti, coperte od altro.

L'uso di un estintore a C02 su di un infortunato può provocare soffocamenti ed ustioni, è preferibile quindi un estintore a polvere.

Al fuori dei suggerimenti tecnici è opportuno che durante le operazioni di esodo ciascuno mantenga un comportamento ispirato a sentimenti di solidarietà, civi­smo e collaborazione verso gli altri.

Coloro che non hanno un compito specifico all’interni delle Strutture Pubbliche di soccorso, non devono sostare in aree di raccolta per non ostacolare le operazioni di salvataggio.

E' necessario che ogni classe di studenti si ricomponga all'interno delle aree di rac­colta affinché si possa procedere ad un controllo di tutte le presenze da parte dell'incaricato (insegnante ecc.).

 

PROCEDURE DI ESODO

Si configurano distinte situazioni di crisi che comportano la adozione di un provvedimento di esodo dell'edificio scolastico:

 

v    Evacuazione precauzionale segnalata da: tre brevi suoni (di alcuni decimi di secondo)

v    Evacuazione di emergenza segnalata da: suono continuo di almeno cinque secondi (eventualmente ripetuto)

v    Emergenza senza evacuazione (l'utenza resta all'interno dei locali) segnalata da: con comunicazione orale

 

La prima procedura sì attua quando si ritiene che l’incidente accertato possa progre­dire ed evolversi nel tempo fino ad assumere una configurazione che può pregiudicare l'incolumità delle persone.

La seconda, invece, costituisce un provvedimento da adottare ogni qualvolta che si accerta un incidente la cui consistenza già pregiudica l'integrità fisica, ed anche quando non si è in grado di prevedere l'evoluzione del fenomeno sinistroso (es. fuga di gas, ecc.) e le dirette conseguenze sull'uomo. In ogni caso " l'ordine di esodo " deve essere impartito, di norma, da un Responsabile del coordinamento, con l'eccezione di quelle sole circostanze in cui l'entità dell'evento accertato è tale per gravità da giustificare altrui decisioni.

 

a) I Capofila precedono e seguono la "colonna" (in fila per due) che defluisce dall'aula per uscire; controllano che colleghi non indugino a raccogliere effetti personali ed indumenti; recuperano e portano con se il "registro di classe" per il controllo delle presenze una volta raggiunto il luogo sicuro esterno; l'insegnante in servizio al momento dell'incidente si dispone nell'ultima postazio­ne della "colonna" per controllare che questa non sì disgreghi durante l'esodo.

b) Le masse scolastiche passive (classe) eseguono con diligenza gli ordini impartiti dall'insegnante ed evitano di portare ogni effetto personale pesante e/o voluminoso, inclusi gli indu­menti di natura acrilica e/o plastica; compongono "la colonna" di deflusso disponendosi in fila per due (magari sce­gliendo il compagno "più amico" e prendendosi per mano) e, quindi, raggiungono il luogo sicuro esterno rimanendo sempre nel gruppo fino alla cessazione dell’emergenza.

 

 

TERREMOTI

 

L’Italia è da sempre un paese a rischio sismico. Fortunatamente gli eventi distruttivi non sono però frequenti. Questa situazione di costante vigilanza non trova purtroppo la nostra nazione sempre pronta per le emergenze. Terremoti che in Italia hanno avuto effetti gravi, in altre nazioni sono subiti e sopportati con conseguenze irrilevanti.

Questo accade perché esiste uno accurato studio del territorio, una accorta edilizia e soprattutto perché la popolazione riceve, già dall’età scolare, utili indicazioni su corrette norme di comportamento in caso di sisma.

Per tornare al nostro Paese occorre sottolineare che uno studio, condotto sulle vittime degli ultimi eventi tellurici, ha mostrato come ( Friuli ed Irpinia a parte ) la stragrande maggioranza di decessi e feriti sia stata causata non direttamente dal terremoto ma dal panico che ne è seguito.

Riteniamo superfluo spiegare che cosa è un terremoto dal punto di vista geologico e fisico. Esiste comunque la scala Mercalli Sieberg che mette in relazione il sisma e il suo grado con gli effetti prodotti.

Tenendo bene a mente quanto già detto, ovvero che il panico è causa diretta delle maggior parte delle vittime, consideriamo alcune situazioni in cui una scossa di terremoto ci può cogliere e le relative norme da adottare:

 

 

DURANTE LA SCOSSA

 

 

 

DA NON FARE

DA FARE

In casa

Urlare

Mantenere la calma

 

Precipitarsi fuori

Abbandonare la cucina e il bagno

 

Usare ascensori

Disporsi in prossimità dei muri maestri della casa o ripararsi sotto gli archi delle porte, tavole, letti

 

Affacciarsi a finestre e balconi

Allontanarsi da pensili, librerie, scaffalature

In un locale pubblico

Urlare

Mantenere la calma

 

Precipitarsi fuori

Disporsi lungo le pareti interne

 

Usare ascensori

Allontanarsi da scaffali, lampadari e scale

 

Ammassarsi alle uscite di sicurezza

 

A scuola

Urlare

Mantenere la calma

 

Precipitarsi fuori

Rimanere in classe

 

Nascondersi

Disporsi sotto i banchi

 

Avvicinarsi alle finestre

Ascoltare l’insegnante

All’aperto

Urlare

Mantenere la calma

 

Rientrare a casa

Allontanarsi da grosse piante, lampioni e insegne

 

 

Restare all’aperto

In auto

Uscire dall’auto

Mantenere la calma

 

 

Rimanere in auto

 

 

Allontanarsi da lampioni, insegne, ponti e viadotti

DOPO LA SCOSSA

 

 

Chiudere il gas, la luce e l’acqua

 

 

Dirigersi con calma verso spazi aperti

 

 

Aiutare eventuali feriti o disabili

 

 

Ascoltare i mezzi di comunicazione

 

 

Non usare assolutamente il telefono

 

 

Non intasare le strade con automobili

 

 

Insegnare ai bambini, sin dalla prima età, il proprio nome, cognome e indirizzo

 

 

 

 

 

 

 

LA SEGNALETICA PIU’ UTILIZZATA

 

Lo scopo della segnaletica di sicurezza è di attirare attenzione in modo rapido e facilmente comprensibile su oggetti e situazioni che possono provocare determinati pericoli.

La segnaletica di sicurezza è regolamentata dal Decreto Legislativo 493/96.

 

Combinazione di forme e colori – significato
Colore di sicurezza

Colore di contrasto

Significato

Rosso (cerchio )

Bianco

Arresto- Divieto

Giallo (triangolo)

Nero

Attenzione! Pericolo latente

Verde ( rettangolo )

Bianco

Situazione di sicurezza-

Pronto soccorso

Azzurro ( cerchio e rettangolo )

Bianco

Segnale di prescrizione. Informazioni

 

 

 

 

Per questo progetto hanno collaborato il Prof. Salerno ed i ragazzi del “Servizio Ambiente e Sicurezza” della scuola E. Majorana.