|
Istituto
“Eduardo De Filippo”
Via
Lamarmora,35
00010
VILLANOVA DI GUIDONIA MONTECELIO (RM)
Tel:
0774 528746 Fax: 0774 324638
E-mail:
rmee23700a@istruzione.it
• Sito web: www.eduardovillanova.it
6.
Lingue e cultura
I
seguenti progetti dimostrano che la diversità è il riconoscimento di
risorse umane che possono e devono essere utilizzate in modo sinergico ed
è una tra le varie delle concretizzazioni operative conseguenti alla
sintesi della “CARTA COSTITUZIONALE” del nostro Istituto:
- Esistiamo quale Istituzione e Servizio per PROMUOVERE/FACILITARE la
FORMAZIONE di ciascun essere umano.
- Condividiamo il compito, nella DIVERSITA’/SPECIFICITA’ dei RUOLI e
delle COMPETENZE, con la FAMIGLIA.
Il
progetto n°1 “Contratto di reciprocità”
Il
progetto
Il
progetto nasce dalla necessità di giungere nell’ambito della formazione
della persona e del contesto scolastico e territoriale alla diffusione
delle lingue e delle culture, alla pratica concreta del plurilinguismo,
della condivisione, della RECIPROCITA’, per superare barriere mentali
e “colonialismi” e puntare verso la costruzione di identità e
cittadinanze europee/mondiali.
La
scuola opera in una delle nove circoscrizioni, Villanova, del comune di
Guidonia Montecelio (terzo comune del Lazio, per estensione e numero di
abitanti).
Il
paese cresce a ritmo sempre maggiore per il favorevole collegamento con
Roma, da qui l’aumento dell’immigrazione, soprattutto proveniente
dall’est europeo, dalla fascia balcanica e con presenze sudamericane,
africane e asiatiche.
Le
finalità e gli obiettivi sono quelli specificatamente linguistici e
quelli relativi al dialogo interculturale al fine di arricchire
l’offerta formativa per tutti gli alunni frequentanti l’Istituto e per
il loro nucleo familiare.
Lo sviluppo
Il
“Contratto di reciprocità si articola in due azioni: “Torre di
Babele” e “Divulgazioni e scambi culturali”. Insegnanti:
Emanuela Cecchetti e Caterina Vivola.
A)
Torre di Babele:
1)
corso di lingua italiana per alunni stranieri nel quale si inserisce
l’azione Aa1: gli alunni italiani di classe 5°, previa compilazione di
un modello di domanda, svolgono la funzione di tutor nei confronti dei
bambini stranieri in orario extra-curricolare e in attività suddivise per
gruppi laboratoriali;
2)
corso di lingua italiana per adulti stranieri nel quale, oltre
all’incontro degli obiettivi comunicativi del dialogare, del leggere e
dello scrivere trova spazio la lettura e il commento degli articoli
fondamentali della Costituzione Italiana, sempre nell’ambito di un
confronto reale con il diritto vigente nei paesi d’origine e con il
diritto internazionale e una volta al mese attraverso l’azione Aa2
si realizzano incontri di scambio/dibattito/approfondimento di feste
nazionali e quindi dei relativi aspetti socio-religiosi
(Romania- Marocco- Venezuela- Perù- Albania …) a tema (musica, arte,
folklore…). Il tutto mira a rafforzare la dignità della propria identità,
presupposto indispensabile per “riconoscere “ le identità altre;
3)
corsi di livello base, al momento soltanto di lingua spagnola e romena,
rivolti ad alunni ed adulti di qualsiasi nazionalità tenuti dagli
stranieri adulti che frequentano o che hanno frequentato il corso di
italiano ai quali sono richiesti un sufficiente possesso della lingua
italiana e/o competenza delle tecniche di insegnamento. L’aspetto
didattico viene supportato dalla docente che conduce il corso di lingua
italiana per adulti.
B)
Divulgazione e scambi culturali:
gli
stranieri adulti, che frequentano il corso di lingua italiana, divulgano
nei gruppi classe interessati ( IV-V) la cultura del proprio paese. Le
unità didattiche sono organizzate con l’insegnante che gestisce il
corso di lingua italiana per adulti, sono concordate con il team docente e
si svolgono in presenza di almeno un docente curricolare.
La ricaduta
L’azione
A attraverso:
-
il corso 1 ha dato la possibilità agli alunni stranieri di migliorare le
competenze linguistiche
nella lingua italiana, agli alunni italiani (tutor) di partecipare attivamente
a questo miglioramento e di acquisire un credito formativo da includere
al Fascicolo Personale; ad entrambi, infine, sta dando la competenza più
importante: saper vivere la RECIPROCITA’;
-
il corso 2, oltre ad aver favorito una competenza linguistica e
comunicativa
generale nella lingua italiana, ha migliorato la disponibilità
all’ASCOLTO” in un concreto continuo scambio-confronto superando
i luoghi comuni e
conoscendo l’altro attraverso l’esperienza diretta;
-
il corso 3 che inizierà a breve (causa un inevitabile ritardo
organizzativo) punta
ad utilizzare lo scambio linguistico per realizzare nella BABELE al
contrario una
concreta e reale possibilità di comunicazione empatica, senza la quale è
difficile
che si giunga a vivere la RECIPROCITA’.
L’azione
B:
ha
contribuito ad arricchire l’offerta di apprendimento nell’ambito
socio-antropologico, nonché della convivenza civile… per gli
alunni delle classi IV e V.
Le
idee e i principi, ma anche le strategie e gli approcci metodologici sono
stati e continuano ad essere ampiamente diffusi attraverso:
-
incontri
di report;
-
incontri
con gruppi interculturali altri e comunità afferenti all’ambasciata
di Romania, del Congo, gruppo Migrantes;
-
di
presentazione nell’ambito di confronti scuola/territorio;
-
nel
Forum di formazione territoriale “I giorni dell’ASCOLTO” (
ideato e gestito dal Consorzio dei 13 Istituti di ogni ordine e grado
di cui l’Istituto è capofila a sede legale e di presidenza);
-
nel
2° Convegno nazionale “Scuola e volontariato” organizzato
dal Ministero della Pubblica Istruzione l’azione A1 e l’azione B
sono state riconosciute quali esperienze significative
nell’ambito del volontariato.
Il
progetto si connette con il progetto Comenius di Istituto iniziato
nell’anno scolastico in corso e con durata triennale, che,
basandosi sulla metodologia del “Cooperative Learning”, intende
portare un contributo circa la validità di un Cooperative “
informale” quale è quello attuato nell’azione A1.
Insegnante
referente: Emanuela Cecchetti
Il
progetto n° 2 “Il nostro Peter Pan in L.I.S.” Ricerca-azione
inerente l’insegnamento della Lingua dei segni Italiana (L.I.S.) come
seconda lingua ad utenti e sordi dell’Istituto.
Il
progetto
La
nostra “avventura” cominciò più di dieci anni fa:
Un
giorno durante una riunione tra la D.S. con i genitori, una mamma raccontò
un episodio, accaduto ai giardini pubblici, dove la propria figlia si era
avvicinata ad una bambina chiedendole di giocare; la bimba rispose alla
richiesta comunicando con quello che sembravano essere soltanto dei gesti
con le mani, ma in realtà stava utilizzando la lingua dei Segni Italiana
poiché sorda. Le due bambine per l’impossibilità comunicativa, non
riuscirono a giocare. A seguito di questo episodio, grazie ad un dirigente
scolastico sensibile e di larghe vedute, oltre ad un gruppo docente
attento e di buona volontà, il nostro Istituto si mise in contatto con
l’ex CNR di Roma e stipulò il primo protocollo d’intesa mirato ad
instaurare una collaborazione con le ricercatrici per inserire la lingua
dei Segni come offerta comunicativa spendibile in termini di
socializzazione e di formazione dell’alunno. Tale collaborazione ha
conferito e continua in questo senso, una maggiore qualità e funzionalità
ai rapporti interpersonali tra bambini udenti e sordi.
Il
nostro progetto nasce nel plesso di Via Mazzini in una quarta elementare
dove è presente una alunna con sordità profonda bilaterale; questo
gruppo ha usufruito dell’insegnamento della Lingua dei Segni fin dalla
II classe attraverso un corso, effettuato in orario scolastico, con la
docenza di un insegnante sordo del CNR.
Il
nostro progetto è una esperienza teatrale nata per soddisfare i seguenti
bisogni comunicativi:
-
contribuire
alla costruzione dell’identità personale dell’alunna sorda;
-
individuare
strategie comunicative fruibili da tutto il gruppo;
-
utilizzare
un codice linguistico condivisibile;
-
potenziare
la capacità empatica.
Finalità
progettuali: il teatro come strategia metodologia d’incontro tra culture
diverse in un’ottica di reale integrazione di modalità comunicative di
diversa potenzialità espressiva.
Obiettivi:
-
pensare
e comunicare attraverso una pluralità di lingue e di linguaggi;
-
integrare
gli alunni attraverso lo scambio di competenze linguistiche (italiano-lis
e viceversa);
-
acquisire
maggiori competenze mimico-gestuali ed espressive;
-
utilizzare
contemporaneamente due lingue durante la rappresentazione teatrale;
-
valorizzare
le risorse del gruppo promuovendo, tra gli alunni, spirito
d’iniziativa e di collaborazione;
-
sviluppare
capacità attentive e di concentrazione;
-
condividere
il valore della diversità;
-
prendere
coscienza dell’altro e dei suoi bisogni facendo attenzione ad
aspetti comunicativi che solitamente sfuggono;
-
affinare
le prassie fino-motorie, attraverso l’uso della dattilologia
(alfabeto manuale).
La
lis è una lingua visuogestuale che si insegna e si apprende attraverso il
canale visivo.
Attualmente
l’apprendimento di questa lingua è di tipo orale in quanto è l’unica
modalità comunicativa standardizzata. Non esiste ancora una forma scritta
nella lingua dei segni italiana standard.
Obiettivi
linguistico-comunicativi:
-
acquisire
la capacità di confrontarsi con una pluralità di linguaggi che
interagiscono con la lingua italiana e la lingua dei segni;
-
acquisire
competenze linguistiche finalizzate a comunicare;
-
presentare
se stessi e gli altri attraverso l’uso del “segno nome”;
-
chiedere
e fornire dati personali;
-
chiedere
e dare informazioni in merito a luoghi, tempo atmosferico, tempo
orario;
Obiettivi
culturali:
-
conoscere
brevi cenni storici, riguardanti le origini della nascita della lis;
-
individuare
le problematiche comunicative relative al mondo dei sordi quale gruppo
linguistico minoritario;
-
confrontare
la cultura sorda ed udente rilevandone differenze e somiglianze in
relazione ad abiti mentali diversi, nell’approccio
comunicativo-relazionale;
-
sviluppare
competenze necessarie per avere un corretto approccio interculturale;
Obiettivi
linguistici della lingua dei segni:
-
individuare
nelle strutture morfologiche della lis, i componenti manuali (segni) e
i componenti non manuali (direzione sguardo, espressione facciale,
alterazione del capo e del corpo);
-
individuare,
durante la narrazione, i componenti non manuali da supporto al segno
lis;
-
riconoscere
le componenti orali del parlato (cop) come movimenti articolatori che
producono parole o frammenti di parole italiane, con o in assenza di
emissione di suoni;
-
riconoscere
ed utilizzare le componenti orali speciali (cos), come sequenze
foniche proprie di un segno lis;
-
riconoscere,
nella sintassi, la non casualità nell’ordine degli elementi che
costituiscono una frase lis;
-
riconoscere
ed usare le principali strutture sintattiche nelle costruzioni
possessivo-locative e nelle frasi interrogative e negative, in lis;
-
individuare,
in ogni segno lis, la configurazione, l’orientamento, la direzione e
lo spazio di articolazione;
-
apprendere
l’alfabeto manuale (dattilologia).
Lo sviluppo
Le
attività si svolgono in orario scolastico, una volta a settimana, per
un’ora, con il docente sordo (madrelingua), mentre con le insegnanti
udenti si effettuano le esercitazioni finalizzate all’acquisizione dei
dialoghi in lis, per almeno tre volte a settimana.
Le
classi sono organizzate per gruppi di lavoro, ciascuno dei quali ha una
mansione specifica. A rotazione, i gruppi si occupano di:
-
struttura
dei dialoghi in lis;
-
realizzazione
dei pannelli scenici;
-
costumi
da utilizzare nella rappresentazione teatrali previste.
I
docenti del team coinvolti sono: Ambrosini D., Ciolli F., Giannetti A.,
Massimiani O. e Di Renzo A. in qualità di docente esterno.
L’ambiente
di apprendimento è attrezzati in modo da permettere la comunicazione tra
alunni e docenti attraverso il solo canale visivo, infatti non si usa il
canale cognitivo né la comunicazione verbale orale. Le forme di lavoro
sono costantemente diversificate ed attuate attraverso attività gruppo,
individuali, giochi di squadra, drammatizzazione, produzioni spontanee di
dialoghi in segni…… per meglio
interiorizzare le strutture morfosintattiche legate alla memorizzazione si
dà ampio spazio alla ripetizione di strutture linguistiche acquisite
invitando gli alunni a seguire, con attenzione, il docente che in quel
momento sta “segnando” nella fase di memorizzazione delle strutture
linguistiche si inseriscono attività di tutoraggio tra alunni con
competenze eterogenee.
Per
la realizzazione del progetto si è fatto uso di materiale audio-visivo
(VHS) e del supporto informatico per l’attività di videoscrittura e di
inserimento immagini. Le riprese dello spettacolo sono state effettuate
con videocamera alle quali è seguita attività di montaggio del video
stesso con la presentazione iniziale e finale del progetto eseguita in
power point.
La ricaduta
Gli
alunni hanno intrapreso questa esperienza di bilinguismo tra L.I.S. e
lingua italiana con entusiasmo; l’apprendimento della nuova lingua
applicata ad un contesto teatrale ha permesso loro di sperimentarsi in una
pluralità di linguaggi e lingue soddisfacendo i loro bisogni in termini
di relazione e di integrazione di modalità comunicative di diversa
potenzialità espressiva. Attraverso la lis hanno acquisito competenze
specifiche per un reale approccio alla diversità, all’intercultura
traendo beneficio, per la costruzione della propria identità di cittadino
europeo, dall’utilizzo di risorse umane e non, in merito ad esperienze
di plurilinguismo. Lo spettacolo è stato ripreso da una televisione
locale (Telelazio) che lo ha mandato in onda insieme ad un servizio di
approfondimento delle esperienza nell’ambito di un programma finalizzato
alla diffusione di iniziative socio-culturali. Contestualmente, alcune
testate giornalistiche locali hanno effettuato brevi recensioni sullo
spettacolo pubblicizzando la validità della formula innovativa utilizzata
come la traduzione simultanea dei dialoghi dalla L.I.S. alla lingua
italiana. Nel corso del tempo è stato replicato presso la Biblioteca
Comunale Ostiense di Roma in occasione di un Convegno dedicato alla
musicoterapia come approccio terapeutico ad alcune patologie psicofisiche.
Riteniamo che la nostra esperienza possa essere un esempio di utilizzo
sinergico di modalità comunicative diverse spendibile quindi da tutti
coloro che vorranno prendere, da questa iniziativa, lo spunto per
l’avvio di progettualità che prevedano l’uso delle diverse lingue per
scopi comunicativi in grado di separare le barriere dell’indifferenza e
dell’ostilità verso qualunque tipo di cultura minoritaria.
Insegnante
referente: Daniela Ambrosini
|