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Scuola
internazionale europea statale “Altiero Spinelli” - Torino
Via
Figlie dei Militari, 25
10131
TORINO
Tel.
011 8399552 Fax 011 8399561
E-mail:
segretscuolaeuropea@tiscalinet.it
• Sito web: http://altierospinelli.scuole.piemonte.it
4.
Laboratorio
teatrale
Il
progetto
Il
progetto è inserito nel contesto di riferimento della Scuola
Internazionale Europea Statale “Altiero Spinelli” e risponde ad
esigenze ben individuate nell’ambito della progettazione di Istituto.
In particolare, la Scuola si propone di essere:
…centro
di impulso culturale finalizzato a formare e consolidare una coscienza e
uno spirito di cittadinanza europei in collaborazione con altre
istituzioni culturali ed educative del territorio (dal POF)
e
Peculiarità
(del Progetto della Scuola) è la presenza significativa di un’utenza
di madrelingua non italiana e di una docenza integrata da consulenti
professionali di madrelingua inglese, francese,
tedesca, in grado di veicolare insegnamenti curricolari con obiettivi
non solo di competenza linguistica ma di formazione interculturale (dal
POF).
Il
progetto del Laboratorio teatrale
coniuga:
-
aspetti
artistico-espressivi (realizzazione di uno spettacolo teatrale);
-
bisogni
di conoscenza (un approccio non convenzionale alla storia europea;
utilizzazione delle lingue straniere come strumento espressivo e di
accostamento “non
mediato” agli avvenimenti che sono oggetto della
drammatizzazione).
L’idea
progettuale si basa per le lingue straniere:
a)
sull’esigenza di approccio alla lingua come strumento di
comunicazione/espressivo, nel contesto del laboratorio teatrale e
dell’azione drammaturgica;
b)
sull’utilizzazione delle conoscenze possedute dagli allievi per
promuovere la lettura di documenti in lingua originale.
Per
la storia:
a)
l’accostamento alla recente storia europea e nazionale è condotto
attraverso una pluralità di fonti (le testimonianze, i diari, le
interviste, le cronache, i giornali, i proclami, i volantini, i
filmati…);
b)
le modalità di lavoro risultano coinvolgenti e motivanti per gli
studenti, impegnati nella fase della ricerca dei documenti e nella
realizzazione drammaturgica.
Si
evidenzia inoltre la funzione catalizzatrice del laboratorio teatrale,
che ha permesso che molti docenti e studenti dessero il loro contributo
alla realizzazione dell’evento e ha consentito un dialogo
“allargato” (docenti di discipline diverse; studenti di madrelingua
straniera e non; soggetti differenti: enti pubblici, istituti di
cultura, associazioni…). L’attività ha permesso poi di valorizzare
le abilità acquisite dagli studenti (madrelingua straniera e non); ha
inoltre dato spazio a dimensioni culturali (la lingua polacca) che fanno
parte del “patrimonio” personale degli studenti.
Lo
sviluppo
La
Scuola Internazionale Europea Statale “Altiero Spinelli” in
occasione del 60° anniversario della Liberazione ha presentato lo
spettacolo “E’ FATTO GIORNO”.
“E’
fatto giorno, siamo entrati in giuoco anche noi
Con
i panni e le scarpe e le facce che avevamo.”
(Rocco
Scotellaro)
In
chiave epico-brechtiana sono stati rievocati alcuni momenti
significativi della Liberazione d’Italia, dal Sud al Nord, a partire
dal 10 Luglio 1943 fino al 25 Aprile 1945, attraverso brevi dialoghi,
movimenti corali, letture interpretative, canti popolari e di lotta, con
brevi flash su alcuni episodi contemporanei della lotta al nazi-fascismo
che si svolse in altri luoghi d’Europa.
L’intento
era quello di dare spazio ad una pluralità di voci, al tributo che
uomini e donne di varia provenienza geografica e di diversa estrazione
sociale e culturale diedero in termini di sacrifici e di sangue versato,
facendo emergere l’intreccio fra le decisioni strategiche degli alti
vertici politici e militari degli stati coinvolti e le scelte
individuali di lotta e di opposizione di massa che i singoli furono
costretti a prendere.
Dallo
studente siciliano, che assiste al poderoso sbarco degli anglo-americani
nella sua terra, ai ragazzi di Napoli, che insorgono contro gli
occupanti tedeschi, alla giovane di Marzabotto sopravvissuta alla
strage, all’ufficiale dell’esercito italiano, che si rifiuta di
consegnare le armi e sceglie la lotta partigiana, via via lo sguardo
dello spettacolo corre lungo la Penisola, giungendo fino a Torino, e si
volge anche oltralpe, a Monaco di Baviera, Parigi, Varsavia, Auschwitz,
in quel crescendo di stragi e di orrori che costellarono la via crucis
della Resistenza italiana ed europea.
Il
materiale drammaturgico è costituito da fonti disparate: testimonianze,
diari, interviste, cronache di giornali, proclami, volantini, ma non
mancano brani tratti da testi letterari.
Diapositive,
filmati, musiche e canti dal vivo sostengono l’azione e ne scandiscono
il ritmo, coinvolgendo lo spettatore nel vivo del momento storico.
La
scelta di utilizzare alcune battute nei vari dialetti d’Italia e in
diverse lingue (francese, tedesco, inglese e polacco) va vista in questa
direzione, come contributo a ricreare l’atmosfera di un’epoca.
Referente:
Adriana Castellucci
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