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Istituto
Comprensivo Bolzano VI
Scuola
Primaria “A. Manzoni” - Scuola Secondaria di primo grado “U.
Foscolo”
Via
Rovigo
39100
BOLZANO
Tel:
0471 914183
E-mail:
ic.bolzano6@scuola.alto-adige.it
3.
Classi trilingui
Il
progetto
Il
progetto “classi trilingui” accoglie la raccomandazione espressa dalla
Commissione Europea relativa all'insegnamento di altre due lingue oltre a
quella materna. La commissione sottolinea come il plurilinguismo sia
“elemento di identità, caratteristica della cittadinanza europea,
essenziale per accedere alla società conoscitiva”. Nel lungo e
complesso processo di costruzione di un’Europa che non sia solo un fatto
meramente economico-finanziario è fin troppo evidente che non potrà
esservi Europa se non vi sarà cittadino europeo, una delle
caratteristiche del quale dovrà essere la capacità di comprendere e
comunicare in almeno due lingue oltre quella materna. Essere plurilingue
non significherà certamente conoscere a memoria regole e complessi schemi
strutturali, ma semplicemente sapersi esprimere e comprendere altri
individui a livelli linguistici, anche non troppo complessi avvicinandoci
così non solo alla lingua ma anche alla cultura dell’altro. Gli
studiosi ed i linguisti ormai concordano che la via migliore per arrivare
al plurilinguismo pianificato dei cittadini, senza stravolgimenti
rivoluzionari ed investimenti sproporzionati di risorse umane e
finanziarie, sia l’acquisizione precoce, di L2 e L3 come lingue
veicolari.
Esso
si caratterizza essenzialmente come una delle varianti del metodo CLIL (Content
Language Integrated Learning) in quanto si propone di utilizzare lingue
altre da quella madre per insegnare contenuti disciplinari di diverse
materie. Il principio base che il progetto scuola trilingue mette in atto,
quindi, è quello che una lingua si apprende usandola per imparare
qualcos’altro e utilizzandola per quello che essa è: uno strumento per
comunicare. Non oggetto da analizzare e studiare, ma piuttosto mezzo per
studiare altre cose che non siano la lingua stessa (a questo scopo sono
previste, fra l’altro, ore specifiche di lingua tedesca o di inglese).
E' importante ribadire che si tratta di una variante CLIL in quanto,
nell'esperienza della scuola, si è mantenuta la struttura delle
discipline veicolate, evitando di utilizzare semplicemente argomenti di
alcune discipline e di non tener conto, come in altre esperienze accade,
delle caratteristiche e delle specificità strutturali proprie delle
materie scelte, le quali finiscono facilmente per perdere la loro
caratterizzazione e la propria fisionomia. Riteniamo questo un tratto
qualificante della nostra esperienza di “insegnamento trilingue” e
questo teniamo a sottolineare.
Si
è parlato di lingue diverse dalla madre lingua in quanto, oltre
all'inglese, è usata come lingua veicolare il tedesco, che, nella
particolare situazione linguistica dell'Alto Adige, è considerata seconda
lingua (L2) e non lingua straniera
La
scelta di “insegnamento trilingue” nasce in un contesto interno alla
scuola ed in un contesto ambientale che spinge quasi naturalmente in
questa direzione:
·
interno, in quanto l'Istituto Comprensivo si è da sempre caratterizzato
per la sua attenzione all'insegnamento delle lingue anche tramite la
partecipazione a progetti europei (Comenius, Alpe Adria), e progetti
internazionali (Progetto con i ragazzi tibetani di Tabo, India del Nord
che prevede l’inglese come lingua di comunicazione), soggiorni studio
all'estero (Vienna, Inghilterra), scambi ed esperienze
comuni con scuole di lingua tedesca della provincia di Bolzano.
·
ambientale, in quanto nella nostra terra c'è da sempre una particolare
attenzione ed una aspettativa forte per tutto ciò che riguarda
l'apprendimento delle lingue, la seconda lingua in particolare. Per essere
più chiari: in Alto Adige la conoscenza della seconda lingua è un
requisito importante, quasi indispensabile, oltre che per la l'inserimento
in alcuni settori di attività, per comunicazione umana e sociale:la
conoscenza di più lingue comunitarie è la via privilegiata sul piano
formativo perché la lingua è il veicolo più diretto per l’accesso
alla cultura di un altro popolo, così la convivenza fra i gruppi
linguistici in Alto Adige è passata attraverso la conoscenza della lingua
e cultura dell’altro.
Contesto
dunque, ma anche scelta metodologica e didattica che parte dalla
consapevolezza degli aspetti innovativi e positivi sia dalla
prospettiva degli alunni, che da quella degli insegnanti:
-gli
alunni usano la lingua per accostarsi a documenti autentici, possono
essere seguiti più individualmente per il fatto che gli insegnanti sono
in compresenza, usano la lingua per una comunicazione più autentica in
quanto si rendono conto che stanno studiando una disciplina e non una
lingua, si abituano a parlare con una progressiva naturalezza in quanto
non vengono (o vengono poco) corretti, si costruiscono molti dei materiali
dell'apprendimento, imparano a lavorare in gruppo, imparano ad assumere
responsabilità e comportamenti autonomi
-gli
insegnanti programmano e lavorano assieme per la pianificazione
delle attività e per la gestione del gruppo, si mettono in gioco sotto
diversi aspetti, psicologici e metodologici...
Lo sviluppo
All'inizio
ha comportato una serie di scelte pratiche e metodologiche non facili,
nell'ordine:
1.
come strutturare l’orario
2.
quali discipline coinvolgere,
3.
come risolvere il problema della non coincidenza delle competenze fra
insegnante di lingua e di materia,
come mantenere una quantità di informazioni sufficienti a non snaturare
la disciplina nella sua struttura,
come trattare l'errore,
come e cosa valutare.
In
breve le soluzioni:
1.
per la scuola primaria l’orario di L2 (tedesco) è stato aumentato da
sei (come prescritto dalla normativa provinciale) a nove ore settimanali;
dalla 1^ classe sono state introdotte due/tre ore settimanali di L3
inglese, per la scuola secondaria di I grado l’orario di L2 è stato
aumentato da sei a otto ore settimanali e per L3 da 3 a quattro/ cinque.
2.
Le discipline scelte sono: educazione ambientale-scienze e
educazione motoria in L2, informatica, educazione all’immagine
ed
educazione al suono e alla musica in L3 per la scuola primaria.
Geografia in L2 ed educazione tecnico/informatica in L3 per la scuola
secondaria di I grado.
Sono
state scelte le discipline come geografia, scienze o educazione
motoria ( in lingua 2) in quanto si è ritenuto che offrissero maggior
opportunità di lavoro operativo e di attività laboratoriali; è
stata scelta Educazione tecnica-informatica ( in lingua 3 ) pensando
ad una impostazione che potremmo efficacemente sintetizzare con
quello che è diventato un po’ il motto dell'esperienza: “From
learning technology… to using technology for learning”: usare
l'inglese, di fatto la lingua del computer, per imparare ad utilizzare la
tecnologia informatica come strumento a sua volta di apprendimento.
3.
Competenze dell’ insegnante e qualità
dell’insegnamento-apprendimento:
la
condizione ottimale per un'esperienza di tipo CLIL è quella di avere un
insegnante di lingua che sia anche competente nella disciplina. Ciò non
accade quasi mai, per cui sono necessari adattamenti che vengono praticati
in ambito di programmazione obbligatoria di due ore settimanali per gli
insegnanti diL1 eL2 o L1 e L3 per concordare le modalità di realizzazione
del progetto in relazione a:
·
Concetti
·
Contenuti
·
Linee metodologiche
·
Strumenti
·
Tempi
·
Valutazione
I
due insegnanti sono entrambi in classe, anche se con ruoli evidentemente
diversi, distinti e dosati di volta in volta. L'insegnante di
disciplina (L1), a meno che non sia anche competente in lingua,
interviene, in italiano, solo in casi limitati, con il ruolo di
facilitatore degli apprendimenti. Soprattutto non riprende mai gli
argomenti nelle sue ore per non abbassare il livello di attenzione degli
alunni prospettando l’idea che ciò che non viene compreso nelle lingue
veicolari verrà comunque rispiegato in lingua madre. La scelta compiuta
si è rivelata equilibrata fra contenuto e lingua: alcuni argomenti
ritenuti fondamentali sono stati trattati autonomamente da tutte le
classi, in maniera autonoma. Altri sono stati suddivisi fra classi diverse
ciascuna delle quali ha riferito, in occasioni di incontri comuni,
l’argomento studiato, ha cioè fatto una “lezione” sul tema
utilizzando materiali
appositamente prodotti. Ciascuna classe ha anche preparato delle prove di
verifica da somministrare alle classi “alunne” per verificare la
comprensione degli argomenti. E’ superfluo sottolineare come il fatto di
dover essere, in alcuni momenti, insegnanti dei propri compagni e,
addirittura, “valutatori”, possa costituire un grosso fattore di
motivazione.
In
tutte le occasioni comunicative si è deciso di non intervenire
sull’errore linguistico per non influenzare negativamente la spontaneità
rimandando le riflessioni linguistiche alle ore curriculari di lingua. La
valutazione dei risultati è comune ai due insegnanti ciascuno dei quali
valuta per l’ambito di sua competenza (lingua, disciplina)tenuto conto
pertanto sia degli obiettivi di tipo linguistico che disciplinari.
La ricaduta
Il
progetto
è stato monitorato con strumenti di valutazione di tipo quantitativo e
qualitativo da parte degli insegnanti e dei supervisori scientifici
esterni all’istituto. Sono emerse un significativo aumento della
competenza comunicativa ( scuola primaria attestata ad un livello A2
secondo i parametri del Quadro Comune Europeo di riferimento, scuola
secondaria di I grado attestata ad un livelli B1-B2 e della competenza
interculturale, che si traduce nella consapevolezza del valore della
convivenza democratica innanzitutto con il gruppo linguistico tedesco, che
vive nella nostra provincia.
Generalizzazione
del progetto:
Si
prevede la prosecuzione e l’ampliamento del progetto a tutte le classi
dell’Istituto. Per il raggiungimento di questo obiettivo sono
indispensabili:
·
Un‘assegnazione adeguata di organico da parte degli organismi
provinciali competenti
·
La formazione continua degli insegnanti, riconosciuta anche formalmente
con certificazioni e attribuzione di punteggio nelle graduatorie
provinciali.
Si
ritiene che tale iniziativa possa essere trasferita in altre scuole del
territorio provinciale e nazionale adeguandola alle realtà locali.
I
materiali prodotto verranno pubblicati anche al fine di una loro eventuale
utilizzazione in esperienze analoghe.
I
genitori hanno ideato e sostenuto le varie fasi del progetto partecipando
attivamente agli eventi annuali organizzati dall’Istituto ( festa
dell’Intercultura – convegni – progetti europei e internazionali),
alle assemblee di classe e agli incontri con i nostri supervisori.
Riteniamo
che il progetto abbia contribuito alla diffusione tra la popolazione di
una maggior consapevolezza dell’importanza della conoscenza della lingua
e cultura dell’altro per promuovere una reale convivenza democratica tra
più gruppi linguistici. Auspichiamo che questo prestigiosissimo
riconoscimento ottenuto promuova nella nostra provincia un ulteriore
investimento a favore del plurilinguismo sia in termini di risorse
economiche e umane, sia culturali.
Insegnante
referente linguistica: Anna Vikoler
Insegnante
referente ed. scientifica/ambientale: Adriana Panerari
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