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      LABEL EUROPEO Riconoscimento europeo per iniziative che promuovono l'apprendimento delle lingue straniere

Il riconoscimento non prevede contributi finanziari, ma dà prestigio all'esperienza e l'istituzione premiata può utilizzare il logo del Label Europeo

 

ITCG& PACLE “Primo Levi”

Via Briantina, 68

20038 SEREGNO (MI)

Tel: 0362224164   Fax: 0362220452   

 

2. L’uso del PEL ad usi professionali nelle attività curriculari di indirizzo ed integrative

 Il progetto  

L'istituto “Primo Levi”  si è da anni specializzato nella formazione di studenti con alte competenze nella comunicazione in  tre lingue straniere poiché si trova nella provincia nord di Milano, in una zona ad alta concentrazione di PMI, che hanno rapporti commerciali soprattutto con l'estero. Inoltre, in linea con la politica della Regione Lombardia di valorizzare il patrimonio culturale, visti i rapporti sempre più stretti con l'estero con conseguente aumento del flusso turistico dall'estero verso la nostra regione sono stati introdotti  nel triennio ERICA moduli relativi alla "gestione dei beni culturali" (che la classe coinvolta nel progetto sta sperimentando). Attualmente nel nostro istituto si stanno immettendo sempre più studenti provenienti da paesi extra-comunitari. Per alcuni, che non hanno già un'esperienza di scolarità di base in Italia, sono necessari interventi mirati ed individualizzati per far acquisire loro la capacità di comunicare,  di seguire con profitto le attività didattiche e di studiare in italiano.

 Dal 2003, anno della sua validazione da parte del Consiglio d’Europa, è stato adottato il Portfolio Europeo delle Lingue ad usi professionali, di cui il “Primo Levi” è coautore. Nel corso della fase di sperimentazione, l’obiezione di fondo sollevata da molti docenti  riguardava la fattibilità dell’uso del PEL in classe, senza il pericolo di rallentamenti nel programma e senza costituire uno spreco di energie nella produzione di nuovo materiale “ad hoc”. Si è invece consolidata la convinzione che:

a)  l’uso del PEL sia uno strumento adatto all’auto-apprendimento e all’auto-valutazione del percorso formativo di uno studente;

b) lo studente debba essere sempre più protagonista nel suo progresso di apprendimento e che per farlo debba sentirsi motivato ed interessato;

c) il PEL possa essere uno strumento da adottare quotidianamente, per ogni attività didattica, in modo flessibile e secondo i bisogni di ogni classe e di ogni studente.

Pertanto è stato utilizzato  sistematicamente in attività curriculari, in quelle legate all’indirizzo “beni culturali”, che si sta sperimentando nel triennio di riferimento, nell’insegnamento dell’italiano come L2 per studenti stranieri, proprio per dimostrare la validità del supporto, senza sconvolgere la normale attività didattica .

  Lo sviluppo  

L’idea progettuale è stata recepita dal docente proponente (lingua inglese) e dai docenti di lingua francese e di italiano della classe terza, che avevano lavorato alla genesi del PEL in adozione e che intendevano sperimentarlo in ogni suo aspetto, anche con la produzione di materiale per la valutazione e auto-valutazione, relativamente ai livelli A2, B1, B2 di ogni abilità. La classe è stata coinvolta nel processo di sperimentazione del PEL fin dall’inizio dell’anno scolastico e ha dimostrato interesse e partecipazione attiva, motivata dall’opportunità di testare uno strumento che avrebbe giovato a migliorare le competenze comunicative in lingua.

L’aspetto più significativo del progetto  è  stata la programmazione di attività, curriculari ed integrative, in cui si potesse sperimentare concretamente la fattibilità dell’uso di uno strumento, come prassi  didattica innovativa, con il vantaggio non indifferente di modificare la metodologia di insegnamento da parte dell’insegnante e di apprendimento da parte dello studente, che apprezza il PEL  perché lo incoraggia a superare le difficoltà, mostra con trasparenza lacune, ma anche e soprattutto evidenzia le abilità possedute, motivandolo ad intervenire per il proprio progresso formativo.

Insieme con le alunne sono state prodotte griglie relative ad ogni abilità e graduate per livelli, in modo che la riflessione sulle proprie competenze potesse basarsi su parametri concreti e trasparenti. La loro collaborazione ha permesso di realizzare materiale adeguato alla loro fascia di età per il linguaggio usato, accessibile a tutti, e per le situazioni di riferimento. Esse sono state usate individualmente dalle singole studentesse per migliorare il metodo di studio personale e gestire il proprio apprendimento in modo autonomo, ma è stato adottato anche per le verifiche orali e scritte, per l’individuazione e la consapevolezza dell’errore. Sono state elaborate anche certificazioni di superamento dei singoli moduli e una certificazione finale del livello raggiunto a fine anno.

 Sono state sperimentate anche lezioni pluridisciplinari, su un tema comune  visto da diverse sfaccettature, usando griglie comuni, pur essendo adattate a diversi livelli di competenza (es. per L3) .

La docente di italiano ha adattato lo stesso materiale per l’insegnamento individualizzato di un’alunna straniera, riuscendo nell’arco di pochi mesi a farle raggiungere un livello di competenza linguistica A2 in italiano come L2.

 Nell’area di indirizzo “Gestione dei Beni Culturali” il PEL è stato usato soprattutto nella simulazione di situazioni “aziendali” per favorire l’apprendimento e l’uso della microlingua professionale.

 Nel corso dell’anno, come di prassi al terzo anno, è stato organizzato uno stage di lingua inglese a Dublino. Anche questa attività  è stata pensata in un’ottica diversa: invece della consueta formula di “vacanza studio”, è stato steso un piano di attività da effettuare nel paese straniero, riguardante la sperimentazione Beni Culturali, con un monitoraggio dei progressi attraverso  l’uso del Portfolio. In tal modo lo stage è diventato effettivamente momento didattico integrato e radicato nella attività didattica curriculare, svolta  in modo innovativo e prevedendo momenti di “performance” in situazioni reali ( prendere appunti in un museo o da un parlante, interagire con una guida, intervistare diversi lavoratori nel settore del patrimonio culturale, confrontare aspetti culturali diversi ecc.). Da questa attività è stato prodotto un DVD (inviato come parte integrante del progetto e quindi allegato agli atti), in cui le studentesse hanno messo in rilievo quanto il PEL sia servito nei vari momenti e nelle attività proposte, che hanno implementato le loro conoscenze e le loro abilità.

 La ricaduta

I materiali prodotti dovrebbero servire a dimostrare che il PEL è uno strumento valido, applicabile ad ogni classe del triennio e ad ogni indirizzo, poiché, grazie alla sua flessibilità, può essere usato come e quando lo decide il docente, secondo i bisogni formativi dei suoi studenti per consentire un apprendimento individualizzato, altrimenti difficile da realizzare in classe. Si conta di poterlo diffondere nel maggior numero di classi dell’istituto e di pubblicizzarlo sul territorio, affinché sia adottato da altri istituti superiori. Un uso esteso porterà nuovi risultati, la produzione di nuovo materiale innovativo, che potrà essere condiviso e diventare patrimonio comune dei docenti. Solo in questo modo esso costituirà una ricchezza e un valore aggiunto nelle strategie e nella politica formativa in ambito linguistico.

 Insegnante referente: Rosanna Pelegatta