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Istituto
Comprensivo “Leonardo da Vinci”
Via
Togliatti
73020
CAVALLINO (LE)
Tel
/ Fax: 0836 611036
E-mail:
comprensivodavinci@tin.it
12.
The
language village
Il
progetto
Cavallino,
paese d’origine messapica, appartiene alla cinta muraria di Lecce,
capoluogo della Provincia salentina, la Firenze delle Puglie per il suo
splendido barocco. La realtà comunale del paese fondata sino agli anni
Cinquanta del XX secolo su una economia soprattutto agricola, si è
spostata negli anni successivi nel terziario soprattutto con il suo
popoloso rione Castromediano, a ridosso di Lecce. Lo spostamento
dell’asse economico e, prima ancora, della scoperta della vocazione
turistico– archeologica, ha spinto questo Istituto Comprensivo, sin
dalla sua costituzione, a riconsiderare la nuova realtà storico –
sociale del paese interpretandone le attese e i bisogni.
Il
progetto The language village, pertanto, si colloca all’interno di un
processo di ricerca e sperimentazione di percorsi didattici verticali e
trasversali innovativi per:
-
ridare
”senso” ai saperi ed innalzare i livelli di padronanza delle
abilità possedute dai bambini e dai ragazzi, aiutandoli a costruirsi
un loro progetto di vita e di lavoro;
-
migliorare
il rapporto scuola – territorio aprendo reti di comunicazione
e di coordinamento con tutte le istituzioni educative
presenti nel contesto;
-
utilizzare
in modo ottimale spazi, strutture, risorse umane e strumentali
presenti nelle scuole e nel territorio.
Il
problema specifico che con questo progetto si intende affrontare è come
aiutare i ragazzi a comprendere l’urgenza e l’essenzialità di
possedere, relativamente alle lingue straniere, competenze ricettive,
produttive e di interazione adeguate ad un’agevole gestione di
situazioni quotidiane e non, primo passo per ri-motivare allo studio
delle lingue straniere i ragazzi stimolandoli a diventare i
protagonisti del loro processo di crescita e di apprendimento.
L’idea
è stata di organizzare un contesto d’uso, il The language village,
nel quale, prima i ragazzi vivono “il disagio e il senso di
impotenza”, ( frequente quando ci si trova, per la prima volta in una
realtà comunicativa diversa da quella esclusiva di lingua madre ) e, poi,
mettersi in gioco per comunicare, sperimentando l’efficacia delle
conoscenze scolastiche apprese.
L’iniziativa
ha suscitato molto entusiasmo nel territorio e, nella seconda
edizione ha coinvolto due Istituti superiori, precisamente il Liceo
Linguistico “P. Siciliani” e l’Istituto “A. De Pace”, entrambi
di Lecce, che hanno partecipato con un numeroso gruppo di alunni col
compito di offrire sostegno linguistico ai più piccoli nei vari ambienti
del “Villaggio”.
Lo sviluppo
Il progetto prevede una fase iniziale, preliminare rivolta alla
ricognizione delle risorse umane e materiali e alla condivisione
degli obiettivi con docenti, alunni, genitori e scuole partner; una fase
intermedia di individuazione, programmazione e realizzazione di percorsi
didattici centrati su situazioni formative con compiti di realtà per gli
alunni dalle prime classi della scuola primaria alle terze classi di
scuola secondaria di 1° grado e una fase finale di coinvolgimento totale
di piccoli e grandi in un “Villaggio” dove, al di fuori della
situazione-classe, gli allievi utilizzano le lingue straniere in contesti
reali. Il tutto si svolge nella Casina Vernazza, una villa di campagna di
fine ’800 con un parco giochi, un teatro all’aperto e tanto spazio,
acquisita e restaurata dal Comune e destinata a contenitore
culturale.
Nel
The language village per due intense giornate, tanto dura la kermesse, i
ragazzi dell’Istituto Comprensivo e quelli delle Scuole partner, sono i
veri protagonisti della vita che si svolge all’interno, da quella
lavorativa (ufficio informazioni - accoglienza, banca, punti vendita
di dolci caratteristici dei vari paesi europei, di oggetti
realizzati nei vari laboratori della scuola, mercatino dell’usato, punti
ristoro, etc.), a quella ludica e di divertimento (teatro, danza, giochi),
a quella culturale (presentazione di itinerari locali per visite
guidate ai beni culturali di Cavallino e al suo museo diffuso,
illustrazione di possibili itinerari turistici nelle varie nazioni
europee, completi di usi e costumi, promozione di offerte
per le vacanze studio in programma per l’estate).
All’interno
di questo villaggio simulato, per due giorni i ragazzi e i visitatori sono
obbligati ad esprimersi in inglese o in francese o in spagnolo
tanto che, proprio in virtù dell’aria che aleggia in tutto il contesto,
spesso ci si imbatte in gruppi di adulti che chiedono ai loro figli o agli
alunni–guida previsti dall’organizzazione, consigli su come si devono
esprimere per compiere una determinata azione, riscoprendo, magari, le
loro conoscenze linguistiche pregresse.
Si
sottolinea, inoltre, che il progetto non impegna i ragazzi soltanto
sul piano comunicativo linguistico, ma li aiuta a sperimentare le
competenze progettuali e sociali acquisite. Infatti, a loro è affidata:
-
la
conduzione e gestione di ogni punto vendita, sia pure sotto l’occhio
vigile del docente o di un tutor (i ragazzi degli Istituti
Superiori) ;
-
la
progettazione degli spazi del villaggio e il loro allestimento
(cartelloni e insegne);
-
la
progettazione e costruzione della cartina del villaggio, consegnata
all’ingresso ai visitatori;
-
la
programmazione delle singole giornate;
-
la
progettazione e realizzazione di strumenti cartacei per la
registrazione degli acquisti e della verifica contabile, alla fine
dell’esperienza, delle entrate e delle uscite (registri di entrata
ed uscita, tabelle di conteggio, prezzari, etc.);
-
la
realizzazione di oggetti artistici per il mercatino e la loro
catalogazione e prezzatura avendo come riferimento la sterlina;
-
la
raccolta di oggetti usati e la loro catalogazione e prezzatura;
-
la
ricerca su internet di informazioni sui paesi oggetto di
approfondimento (ricette, usi, modi di vivere, feste etc.).
-
la
diffusione dell’iniziativa utilizzando soprattutto il
periodico dell’Istituto a modo nostro che ormai ha una cadenza
mensile e viene distribuito gratuitamente in duemila copie.
La ricaduta
L’esperienza
è stata già condotta per due anni e si pensa di continuarla,
ampliata e migliorata, tenuto conto delle sollecitazioni dei
genitori e delle scuole viciniori ma, soprattutto, dei risultati positivi
ottenuti su più piani. In particolare si è registrato:
Per gli alunni
-
un
recupero della motivazione allo studio delle lingue straniere;
-
un
miglioramento delle competenze ricettive, produttive e di
interazione in lingua straniera;
-
un
miglioramento delle relazioni positive e costruttive all’interno
delle classi e fuori;
-
un
meno formale rispetto delle regole e un’assunzione di precise
responsabilità e di ruoli specifici nei vari ambiti di realtà.
Per
i docenti
-
la
consapevolezza dei vantaggi per gli alunni di unità di apprendimento
centrate su situazioni formative con compiti di realtà;
-
un
miglioramento delle modalità di insegnamento/apprendimento;
-
una
riflessione attenta sulla necessità di realizzare attività adeguate
all’età degli alunni, ma in progress, fra i tre ordini di scuola
presenti nell’Istituto
Per
il territorio
-
il
funzionamento di “un sistema di alleanze pedagogiche tra
soggetti protagonisti nel territorio” e maggiore
consapevolezza sulla necessità di una politica integrata di risorse e
strutture;
-
un
positivo coinvolgimento delle famiglie nei processi formativi
attivati dalla scuola e la consapevolezza della necessità e del
dovere di tutti di supportare le nuove generazioni nel loro
processo di crescita.
Insegnate
referente: Tundo Elisabetta
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