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Centro
di formazione Professionale "Alessandro Morino" - Edolo
(Brescia) - sede coordinata di Cividate Camuno
3.
La palestra
Il
progetto
L’idea
del progetto “palestra” è nata dal tentativo di rispondere alla
domanda che, chiunque abbia iniziato l’apprendimento di una lingua
straniera, si fa:
“E
adesso come faccio per non dimenticare?”
Domanda
che nasce dal bisogno di non perdere ciò che si è appreso.
Una
lingua si deve “usare” per mantenerla viva; non deve essere
abbandonata: come esistono le palestre per mantenere un fisico
efficiente, dovrebbero esistere palestre della mente per mantenere una
conoscenza accettabile di una lingua che si è studiata, per non rendere
vani gli sforzi fatti in un breve periodo, anche se intenso, per
continuare ad imparare qualcosa che NON FINISCE, per il bisogno di non
smettere.
Al
di là della metodologia didattica che pure è determinante per la buona
riuscita del progetto, la peculiarità dello stesso sta
nell’organizzazione individuale dell’apprendimento: come
iscrivendosi ad una palestra tradizionale, l’utente può costruirsi un
percorso di allenamento individualizzato, perseguendo i suoi obiettivi
personali, così iscrivendosi al corso “La palestra”, l’allievo può
frequentare lezioni di diversi corsi, a diversi livelli, a seconda della
sua preparazione e delle sue necessità del momento. La scelta del
percorso di apprendimento potrà essere studiata insieme
all’insegnante, così come in palestra, le schede operative sono
concordate con l’istruttore.
Lo
sviluppo
Il
progetto “La palestra” garantisce agli allievi la possibilità di
organizzare la loro frequenza alle lezioni, nel tempo e in riferimento
agli argomenti, in modo soggettivo e personale offrendo loro la
possibilità di “fare esercizi” a diversi livelli, dalla
conversazione su argomenti di attualità alla revisione e
all’approfondimento di strutture linguistiche anche di base, se lo
ritengono necessario per la loro preparazione.
L’allievo
che si iscrive alla palestra “compra” l’abbonamento per la
frequenza di un n° di ore che può variare da 30 a 100 ed organizza la
sua frequenza nei modi e nei tempi che preferisce. Ogni allievo può
costruirsi un percorso formativo che va da un minimo di 2,30 ore alla
settimana ad un massimo di 10.
L’attivazione
del progetto prevede una particolare attenzione all’organizzazione dei
contenuti delle lezioni di ogni singolo corso: la programmazione deve
essere fatta anticipatamente e deve essere consultabile da ogni utente,
in modo da permettergli la scelta delle ore da frequentare. E’
importantissima la figura di un coordinatore didattico coadiuvato da un
tutor che sia in grado di seguire il percorso dei singoli utenti
aiutandoli nell’organizzazione del loro apprendimento e nella
valutazione delle loro competenze e della loro possibilità di crescita.
La
ricaduta
Il progetto vuole essere un progetto-pilota per l’insegnamento
della lingua straniera ad allievi adulti, si riferisce alla lingua
inglese, perché nella zona la richiesta maggiore riguarda questa
lingua, ma sarebbe auspicabile che esistessero tali possibilità anche
per le altre lingue meno diffuse, per le quali c’è sicuramente un
“abbandono e un deperimento” anche maggiori.
Il
progetto è stato particolarmente apprezzato da persone che hanno un
rapporto di lavoro autonomo (commercianti, liberi professionisti,
artigiani…), perché hanno avuto la possibilità di portare a termine
il corso, adeguandolo alle proprie esigenze.
Ricaduta:
purtroppo è da segnalare lo scarso utilizzo dei risultati ottenuti,
infatti non si è andati oltre il plauso generico dell’iniziativa, che
certamente coinvolge la direzione, una diversa organizzazione del lavoro
ed una programmazione del corso in termini di contenuti e di
microprogettazione che comportano un supplemento di impegno.
a
cura di Franca Mazzoli e Alessandro
Fenaroli
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